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Storia

Per sopperire alle carenze scolastiche del territorio, nel 1972, si costituì in Gragnano la succursale del Liceo Scientifico Francesco Severi di Castellammare di Stabia, ubicata provvisoriamente nell'edificio attiguo alla chiesa del Corpus Domini in Piazza Aubry. La provvisorietà è durata ben un trentennio durante il quale l'istituto è stato ospitato in varie sedi, le cui ultime sono state nel palazzo San Marco e in un edificio per civile abitazioni in Via Bagnuoli, sempre come succursali del "Severi" di Castellammare.

Nel 1984, anche l'istituto tecnico commercialeLuigi Sturzo di Castellammare di Stabia, costituisce una succursale a Gragnano, inizialmente ospitata nel palazzo San Marco e successivamente nella sede dell'ex pastificioGarofalo. A motivo dell'aumento degli studenti, venne creato un ulteriore plesso nei locali dell'ex monastero del Carmine; i locali, però, non bastano e le autorità dispongono l'ubicazione in una sede più ampia ricavata negli ex garage al piano terra del parco Ersida in Via S. Croce che offre però più spazi per le attività didattiche. Poiché l'istituto commerciale contava ormai numerosi studenti, nel 1990 si giunge alla sua autonomia con la costituzione di una sede direttiva autonoma. Il primo preside è il prof. S. Carfagna che resta alla guida per sei anni. E' di questo periodo che l'istituto viene intitolato a don Lorenzo Milani con delibera del Consiglio d'Istituto. 

Nell'anno 2001, nell'ambito del ridimensionamento della rete scolastica nazionale (D.P.R. 233/98), il liceo scientifico di Gragnano, pur mantenendo le sue due sedi, viene accorpato all'istituto commerciale "don Milani" che già aveva acquistato una sua autonomia. Nasce così un nuovo polo scolastico: l'istituto di istruzione superiore "don Milani" che comprende tre indirizzi: commerciale, liceo scientifico e liceo psicopedagogico. 

Nel frattempo era in costruzione, in via Quarantola, un nuovo edificio scolastico, stavolta progettato appositamente per tale scopo. Il progetto dell'edificio, eseguito dall'Ufficio tecnico della provincia di Napoli, fu approvato in commissione edilizia di Gragnano nel 1996; i lavori, appaltati qualche anno dopo, durarono sino al 2002 quando la nuova struttura fu consegnata al Preside prof. Catello Maresca. 

I quattro plessi scolatici sino ad allora in uso, furono lasciati (tranne la sede di via S. Croce) perché la maggior parte degli studenti trovarono idonea sistemazione nel nuovo complesso scolastico di via Quarantola dove sono tuttora.

Don Lorenzo Milani 

Nasce a Firenze il 27 maggio 1923. Da giovane incontrò don Raffaello Bensi, che fu fino alla morte la sua guida spirituale. Nel novembre del 1943 entrò in Seminario Maggiore di Firenze e nell'anno 1947 fu ordinato prete, prima mandato in modo provvisorio a Montespertoli poi, nell'ottobre 1947, a San Donato di Calenzano; quì fondò una scuola popolare serale per i giovani operai e contadini della sua parrocchia.

Nel 1954 don Lorenzo fu nominato priore di Barbiana. Dopo pochi giorni cominciò a radunare i giovani della nuova parrocchia in canonica con una scuola popolare simile a quella di San Donato. Il pomeriggio faceva invece doposcuola ai ragazzi della scuola elementare statale. Nel 1956 rinunciò alla scuola serale per i giovani del popolo e organizzò per i primi sei ragazzi che avevano finito le elementari una scuola di avviamento industriale. Nel maggio del 1958 dette alle stampe Esperienze pastorali iniziato otto anni prima a San Donato. Nel dicembre dello stesso anno il libro fu ritirato dal commercio per disposizione del Sant'Uffizio, perché ritenuta "inopportuna" la lettura.

Nel dicembre del 1960 fu colpito dai primi sintomi del male (linfogranuloma) che sette anni dopo lo portò alla morte. Nel febbraio del 1965 scrisse una lettera aperta ad un gruppo di cappellani militari toscani, che in un loro comunicato avevano definito l'obiezione di coscienza "estranea al Comandamento cristiano dell'amore e espressione di viltà". La lettera fu incriminata e don Lorenzo rinviato a giudizio per apologia di reato. Al processo, che si svolse a Roma, non poté essere presente a causa della sua grave malattia. Inviò allora ai giudici un'autodifesa scritta. Il 15 febbraio 1966, il processo in prima istanza si concluse con l'assoluzione, ma su ricorso del pubblico ministero, la Corte d'Appello, quando don Lorenzo era già morto modificò la sentenza di primo grado e condannò lo scritto. Nel luglio 1966 insieme ai ragazzi della scuola di Barbiana iniziò la stesura di Lettera ad una professoressa.

Don Lorenzo moriva a Firenze il 26 giugno 1967 a 44 anni.

Il testo più famoso di Don Milani è L'obbedienza non è più una virtù con profonde riflessioni, controcorrente come al solito, sull'obiezione militare, il dovere civico, l'amore per le istituzioni, il valore della scuola e dell'educazione, la sua vicinanza ai lavoratori e alla povera gente. Il tutto nel consueto stile di Don Milani: acuto e tagliente, denuncia gli abusi e l'indifferenza dei potenti.

Gragnano 

È un comune italiano di 29.753 abitanti della provincia di Napoli, in Campania, situato ai piedi dei Monti Lattari,  in  una posizione  strategica, per quanto concerne  l'avvistamento. 

I primi insediamenti, che  diventeranno poi  Gragnano, risalgono al I secolo a.C., quando qui  abitava  l'antica popolazione italica degli Osci, detti anche Oschi,  che  parlavano appunto la lingua osca. Sul territorio sono  presenti mura di  cinta, cinque torri e due porte che  testimoniano l'antichità di questa  città. Tali ruderi fanno  risalire ad un castello, secondo alcuni, della fine  del XII secolo. È presente anche l'unico arco napoleonico di tutta la Campania, sito in via Quarantola. 

Da visitare il famoso artistico presepe situato nella Valle dei Mulini, la chiesa di Santa Maria Assunta, ex sede dell'arcipretura ove è conservata un'antica scultura romanica, la Chiesa della Madonna del Carmine, la chiesa collegiata del Corpus Domini e la Chiesa di San Giovanni Battista, conosciuta anche come chiesa di San Sebastiano.

Gragnano città della pasta, città del vino e città dei tessuti. Gragnano non ha svincoli autostradali, ma soltanto un raccordo  sulla statale Sorrentina, che permette di raggiungere Castellammare di Stabia, Sorrento e la Costiera Amalfitana. È però possibile accedere nella città tramite l'autostrada A1 o A3, svoltando all'uscita di Castellammare di Stabia - Pompei o, eventualmente, a quella di Angri per poi procedere alla traversata di Sant'Antonio Abate e vedere poi Gragnano.